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Mission

La nostra Mission è quella di fornire alla clientela servizi mirati e di alta qualità, nel rispetto dei rapporti umani e con una particolare attenzione all’AMBIENTE.
Proprio a questo scopo, noi di Copy Lab, all’interno della gamma di servizi offerti, abbiamo inserito anche quello relativo allo smaltimento toner usati, quindi, generalmente, smaltimento cartucce di stampanti e fotocopiatrici.
La problematica dello smaltimento dei residui esausti di stampa investe indistintamente tutti i tipi di aziende, siano esse di grandi, medie o piccole dimensioni, qualunque sia la loro natura.

Diversamente dalla maggior parte delle aziende che, come noi, si occupano di noleggio e vendita sul mercato di fotocopiatrici e stampanti multifunzione, ci impegniamo a garantirvi lo smaltimento toner usati nella maniera più corretta e soprattutto semplice, sia a livello di procedura (sulla base delle normative vigenti in materia di smaltimento, relativamente ai materiali provenienti dagli scarti delle macchine d’ufficio), che a livello ecologico, di rispetto e difesa per l’ambiente.

Molte aziende, infatti, ancora oggi sottovalutano l’importanza del corretto smaltimento dei diversi materiali, provocando ingenti danni all’ecosistema e incorrendo, oltretutto, nel rischio di sanzioni molto elevate o, addirittura, in conseguenze penali per inadempienza.

Il Codice Europeo Rifiuti (CER)

Smaltimento toner esausti: Normativa
Per poter trattare dei rifiuti derivati dalle macchine d’ufficio, si rende necessaria una breve contestualizzazione, in modo tale da poter ricavare una panoramica generale sulla questione.

In tal senso, è bene sapere che la normativa nazionale sui rifiuti che si identifica, nello specifico, nel Codice Europeo Rifiuti (CER) – e che nasce dall’adeguamento della legge italiana alle normative europee -, in base a quanto indicato all’art. 184 del D.lgs 152/06, distingue e presenta una classificazione che si articola a sua volta in base ad alcuni fattori:
– Secondo l’origine, distinguiamo: rifiuti urbani e rifiuti speciali
– Secondo le caratteristiche di pericolosità: rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi.
Una seconda classificazione distingue, a loro volta, i rifiuti urbani e speciali, pericolosi e non, sulla base della loro destinazione finale. Su questa base si hanno: rifiuti non riutilizzabili, da avviare necessariamente a smaltimento e rifiuti riutilizzabili, da avviare a smaltimento o a recupero nei cicli produttivi, secondo i casi.

Un’ultima precisazione: per quanto riguarda le caratteristiche di pericolosità, per alcune tipologie di rifiuti questa viene valutata tale sin dall’origine; per altre, invece, la pericolosità dipende dalla concentrazione di sostanze pericolosecontenute al loro interno.

È in quest’ultima categoria che vengono compresi i rifiuti prodotti nell’ambito delle attività di ufficio (le cui principali tipologie sono rappresentate da: toner, cartucce per stampanti laser, cartucce per stampanti a getto d’inchiostro, nastri per stampanti ad impatto esausti ecc.), classificati come rifiuti speciali, pericolosi o non pericolosi, a seconda delle loro caratteristiche.

Le aziende, e più precisamente tutti i titolari di partita iva, hanno l’obbligo di smaltire i rifiuti speciali e, inoltre, deve dotarsi di un insieme di moduli che costituiscono un formulario, denominato Formulario di Identificazione del Rifiuto (F.I.R.), il quale serve a dimostrare che i rifiuti sono stati correttamente smaltiti.
Se ciò non fosse avvenuto, l’azienda si troverebbe a far fronte a pesanti sanzioni amministrative (che partono da € 1.032,00 fino a € 92.962,00).

Modalità di smaltimento

Toner esausti. Dove buttarli?
In base a quanto previsto dalla legge, “chi genera con la sua attività produttiva il rifiuto” ne è il diretto responsabile. Anche in caso di noleggio di stampanti o fotocopiatrici, quindi, la responsabilità rimarrà a carico del soggetto titolare di partiva iva o dell’azienda che ha preso a noleggio il macchinario.

Questa responsabilità permane durante tutto il ciclo di smaltimento toner che, nella gestione tradizionale di tale procedimento, si protrae per un periodo di tempo distribuito in diverse fasi che corrispondono all’intera catena di trattamento.
Generalmente, quindi, inizia dal momento in cui il toner viene sostituito con uno nuovo e termina quando si ha in mano la prova documentata del suo corretto smaltimento, ossia la IV copia del F.I.R., firmata dall’impianto di smaltimento (responsabilità sia del trasporto – il ritiro toner esausti dev’essere affidato a specifici operatori, attrezzati ed autorizzati – che dello smaltimento vero e proprio).

Costi per ritiro toner esausti

Per quanto riguarda, nello specifico, i costi per ritiro toner usati, è accettabile e quasi doveroso dividerli in due categorie:
– COSTI PSICOLOGICI: paragonabili a quelli materiali, i costi psicologici legati alla corretta gestione dello smaltimento dei toner usati sono veramente alti.
Questo dipende principalmente da due fattori: la burocrazia che circonda tutto il procedimento e la possibilità di errore, dovuta proprio alla serie di numerosi passaggi previsti per affrontare correttamente lo smaltimento (che implicano un’approfondita conoscenza e un alto livello di attenzione);

COSTI MATERIALI: più o meno alti in base all’azienda scelta per il ritiro, rimangono comunque strettamente legati ai costi psicologici in quanto, come anticipato, affidare a terzi il ritiro dei propri toner esausti non svincola dalla responsabilità del corretto smaltimento.

È necessario attendere l’arrivo della IV copia firmata del F.I.R. che dev’essere associata alla prima (in vostro possesso). A questo punto, i moduli vanno conservati in modo ordinato per 5 anni.

 

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